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La Terza Piuma nasce per promuovere un consumo più consapevole dal punto di vista sociale e ambientale.

Trae la propria ispirazione dalla favola dei fratelli Grimm “Le Tre Piume”, in cui si racchiude una morale preziosa secondo cui qualcosa di bello si nasconde sempre nel posto più inaspettato e vicino: sotto i nostri occhi. Una lezione importante che caratterizza tutta la nostra filosofia.

L’associazione nasce nel 2014 dall’idea di Alessandra, la fondatrice e ideatrice, che con altri compagni di viaggio persegue nella vita e nel lavoro la promozione di un consumo più consapevole e attento all’ambiente, ma anche alle persone.

La Terza Piuma promuove progetti per favorire la creazione di un’economia circolare nel territorio. Nella sede in Via Divisione Tridentina a Bergamo si trova una piccola bottega che autofinanzia le attività dell’associazione. I temi affrontati sono diversi, collegati tutti dal filo verde della sostenibilità ambientale e sociale. Si parla di tessuti, di cibo, di finanza, di riciclo, di auto produzione, di benessere, di alimentazione sana … possibile? Ci stiamo provando, e siamo ancora qui, all’inizio di un nuovo anno a dimostrazione che le persone sono pronte ad ascoltare e a mettersi in gioco per un cambiamento che porterà benefici al pianeta e alle future generazioni.

Uno dei primi progetti partiti è la sartoria creativa, dressing piuma, che vorrebbe diventare un laboratorio: creazione di capi con tessuti di riciclo o di recupero. Per ora l’associazione, con un inserimento lavorativo e due progetti annuali di alternanza – lavoro, riesce a creare con tessuto che viene donato da aziende, sartorie o privati: scarti per errori di stampa, ultime pezze di lavorazione o acquistati ma non più utilizzati. L’associazione promuove l’autoproduzione, il riciclo e il riuso. Organizziamo corsi di cucito per adulti e bambini, cerchiamo di fare capire la differenza tra fast e slow fashion. La cosiddetta “fast fashion” sfrutta il lavoro minorile, sfrutta il territorio, delocalizza la produzione verso paesi dove i diritti dei lavoratori vengono poco o per nulla rispettati. Da qui La Terza Piuma promuove degli interventi nelle scuole di “consumo consapevole: a seconda degli studenti incontrati si spiega da dove arrivano e come vengono prodotti i capi delle multinazionali (La Terza Piuma aderisca a Fashion Revolution), ma non solo, una buona parte degli interventi è rivolta alle buone pratiche e a stimoli per ciò che i ragazzi possono fare: scegliere il proprio lavoro, acquistare un capo piuttosto che un altro. Gli interventi ovviamente sono modulati in base all’età degli studenti, giocosi per i bambini e multimediali per gli adolescenti.

Lo scopo non è insegnare, ma stimolare a una riflessione, perché non ci sono formule o pozioni magiche per stare bene con se stessi o il mondo nel quale abitiamo, ma solo azioni da compiere e attenzioni da prestare, per questo motivo nel nostro spazio sono banditi i prodotti usa e getta. Riuso, recupero, riciclo e sostenibilità ambientale sono i concetti che cerchiamo di promuovere a 360°.

Un altro tema promosso a tutto tondo dall’Associazione La Terza Piuma è l’organizzazione di Mercati dell’usato nei quartieri della città. L’idea nasce in collaborazione con le Reti Sociali di quartiere per assolvere diversi obiettivi, concordati con il servizio comunale:

    • organizzare un’attività mensile per far si che la cittadinanza si riappropri degli spazi cittadini, li viva e li faccia vivere; l’appuntamento prevede il coinvolgimento delle associazioni di quartiere per raccogliere fondi, promuovere iniziative o semplicemente per farsi conoscere. L’appuntamento rende viva una piazza, che solitamente è solo un luogo di passaggio e una volta al mese ridiventa “polis”: luogo di incontro e di discussione di temi politici, ovviamente non nel senso partitici.
    • Il mercato, avendo cadenza mensile, aiuta chi vende, sotto diversi aspetti. Alcune persone sono segnalate dai servizi sociali del Comune, quindi un appuntamento mensile semplicemente “le fa uscire di casa”: persone sole, senza famiglia che trovano in questo appuntamento un motivo per conoscere persone nella loro stessa situazione, con le quali confrontarsi. Durante il mese preparano la bancarella e questo le tiene occupate, lontane dalla routine quotidiana. Vantaggi, ovviamente anche economici: spesso la pensione minima non basta e quindi vendere al mercato le aiuta ad arrotondare.
    • Il mercato favorisce l’ambiente: vengono rimessi in circolo vestiti, libri o altra oggettistica che verrebbe spesso buttata in discarica perché non più utile. Spesso si vendono anche pezzi per riparare oggetti (o automobili!) e quindi, indirettamente, si mettono in circolo altri beni che andrebbero tra i rifiuti speciali
    • Favorisce chi compra, i prodotti di seconda mano costano meno e quindi si aiutano le famiglie che vogliono risparmiare, ma non solo, anche chi è più attento al consumo e compra per scelta vestiti o oggetti usati per non alimentare le aziende dalle multinazionali delle “fast fashion”.

Un altro dei temi affrontati è la promozione di una maggiore consapevolezza per l’acquisto di cibo e di una sana alimentazione. La Terza Piuma, all’interno della bottega promuove piccoli produttori e prodotti del Commercio Equo e Solidale, tramite la collaborazione con i GAS (gruppi di acquisto solidale), con la RES (Rete di Economia Solidale) bergamasca Cittadinanza Sostenibile e il Comune di Bergamo e il Tavolo Agricoltura.

La promozione di questi temi avviene in diverse modalità: per i quartieri o i Comuni suggeriamo l’adesione a “L’Aveare che dice sì: è un’idea che nasce dalla volontà di rivoluzionare le abitudini degli italiani sul loro modo di fare la spesa. L’obiettivo è quello di sviluppare un servizio di riferimento per il sistema della filiera corta, conciliando le ultime tecnologie dell’informazione e della comunicazione (internet, pagamenti on-line, geolocalizzazione) con un modello economico sociale e collaborativo. Il tutto a servizio dell’agricoltura e del mangiare sano e locale. Come funziona? Il meccanismo è semplice ma allo stesso tempo innovativo. I consumatori interessati si registrano sul sito per fare la spesa online, acquistando i prodotti che si desiderano (frutta, verdura, carne, miele, formaggi, vino, ecc.) messi in vendita dai produttori locali che fanno parte del network. Una volta a settimana viene organizzata la distribuzione nell’”Alveare” di zona. Il momento di ritiro della spesa si trasforma in un’occasione di relazione, contatto diretto e momento di convivialità dove i produttori possono far conoscere il loro lavoro e la loro realtà. Il gestore dell’Alveare si occupa non solo di pianificare la consegna dei prodotti ma organizza eventi, aperitivi e visite guidate nelle aziende agricole dei produttori per creare un vero network di relazione e conoscenza.

DIVENTA SOCIO: un modo per sostenere i nostri progetti e … per avere molti vantaggi. 

Per tutti i nuovi associati proponiamo una serie di sconti prima spesa:

20% su tutti i capi di sartoria
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Al momento del tesseramento cominci automaticamente ad usufruire della raccolta punti, che prevede 1 punto guadagnato per ogni euro di spesa

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I nostri soci hanno diritto ad un prezzo riservato per l’iscrizione ai corsi e ai laboratori da noi organizzati


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