MERCATI DELL’USATO

Un altro tema promosso a tutto tondo dall’Associazione La Terza Piuma è l’organizzazione di Mercati dell’usato nei quartieri della città.

Ci trovi il secondo sabato del mese nel quartiere di Borgo Palazzo per “Riviviamo il Borgo” – Via Borgo Palazzo, 100.

Il quarto sabato del mese nel quartiere di Longuelo per “Piazza l’usato” – Largo Quarenghi (di fronte alla chiesa parrocchiale).

Scarica il regolamento per la partecipazione.

A causa delle restrizioni COVID19 i mercati dell’usato sono sospesi.


L’idea nasce in collaborazione con le Reti Sociali di quartiere per assolvere diversi obiettivi, concordati con il servizio comunale:

    • organizzare un’attività mensile per far si che la cittadinanza si riappropri degli spazi cittadini, li viva e li faccia vivere; l’appuntamento prevede il coinvolgimento delle associazioni di quartiere per raccogliere fondi, promuovere iniziative o semplicemente per farsi conoscere. L’appuntamento rende viva una piazza, che solitamente è solo un luogo di passaggio e una volta al mese ridiventa “polis”: luogo di incontro e di discussione di temi politici, ovviamente non nel senso partitici.
    • Il mercato, avendo cadenza mensile, aiuta chi vende, sotto diversi aspetti. Alcune persone sono segnalate dai servizi sociali del Comune, quindi un appuntamento mensile semplicemente “le fa uscire di casa”: persone sole, senza famiglia che trovano in questo appuntamento un motivo per conoscere persone nella loro stessa situazione, con le quali confrontarsi. Durante il mese preparano la bancarella e questo le tiene occupate, lontane dalla routine quotidiana. Vantaggi, ovviamente anche economici: spesso la pensione minima non basta e quindi vendere al mercato le aiuta ad arrotondare.
    • Il mercato favorisce l’ambiente: vengono rimessi in circolo vestiti, libri o altra oggettistica che verrebbe spesso buttata in discarica perché non più utile. Spesso si vendono anche pezzi per riparare oggetti (o automobili!) e quindi, indirettamente, si mettono in circolo altri beni che andrebbero tra i rifiuti speciali
    • Favorisce chi compra, i prodotti di seconda mano costano meno e quindi si aiutano le famiglie che vogliono risparmiare, ma non solo, anche chi è più attento al consumo e compra per scelta vestiti o oggetti usati per non alimentare le aziende dalle multinazionali delle “fast fashion”.